La facciata rosa della masseria con le bouganville

La storia

Dal 1768 a oggi, la stessa casa

Riserva di caccia, poi cotone e mandorle, poi una casa di artisti e scrittori. Chiusa dal terremoto del 1968, riaperta nel 2010 dopo dieci anni di restauro.

La linea

Due secoli e mezzo, in sei date

  1. 1768 La riserva di caccia Un possidente agrigentino sceglie Menfi per svegliarsi guardando il mare che amava.
  2. 1800ca. Vigne, grano, cotone, mandorle La tenuta diventa un'azienda agricola, con il palmento in tufo e cotto.
  3. 1900ca. La casa degli artisti Pittori e scrittori vengono a stare qui, per i mesi lunghi.
  4. 1968 Il terremoto del Belice La casa chiude, e resta chiusa per quasi cinquant'anni.
  5. 2000 Il restauro Lillo e Fabiola cominciano, con l'architetto Gaetano Gulino. Dieci anni di lavori.
  6. 2010 Apre il relais Con le camere, l'osteria e la prima mostra.

Le date del cotone e degli artisti sono approssimate: le stiamo ricostruendo dai documenti di famiglia.

La porta ad arco in pietra della masseria, con il muro rosa

Il restauro

Tenere quello che c'era

Prima di toccare un muro si è cercato com'era: i colori originali degli intonaci, le pietre, le proporzioni delle finestre. Quello che era sopravvissuto al terremoto e all'abbandono è rimasto dov'era: il palmento in tufo e cotto, le credenze, il camino intarsiato in pietra e marmo.

Il resto è stato rifatto per una casa che deve funzionare: i bagni in pietra lavica, gli impianti, la cucina dell'osteria.

La casa tra le bouganville e le piante di fico d'India

La famiglia

Chi vi apre la porta

Lillo e Fabiola hanno comprato la casa chiusa e l'hanno riaperta dieci anni dopo. Da allora la mandano avanti loro, con la famiglia: la reception, la sala, l'orto, la vigna.

È il motivo per cui questo non è un albergo. Chi vi accoglie è chi decide, e chi cucina è chi ha raccolto le verdure la mattina.

Quello che non cambia

Le regole della casa

Le verdure sono dell'orto e l'olio è nostro. I vini sono i nostri, e quando finiscono si aspetta l'anno dopo. Alle pareti ci sono artisti vivi, siciliani. Gli ospiti sono pochi, e si conoscono per nome. I matrimoni no.

Sono cinque regole, e sono le stesse dal 2010.